{"id":4153,"date":"2025-04-18T12:30:47","date_gmt":"2025-04-18T10:30:47","guid":{"rendered":"https:\/\/bargellomusei.it\/?p=4153"},"modified":"2025-05-09T09:51:36","modified_gmt":"2025-05-09T07:51:36","slug":"museo-nazionale-del-bargello-riapre-al-pubblico-il-salone-di-donatello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/museo-nazionale-del-bargello-riapre-al-pubblico-il-salone-di-donatello\/","title":{"rendered":"Museo Nazionale del Bargello: riapre al pubblico il Salone di Donatello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Direttore generale Musei Massimo Osanna: \u201cTorna fruibile al pubblico in veste rinnovata\u00a0e accessibile il tempio della scultura italiana del Quattrocento\u201d<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Salone di Donatello<\/strong> del <strong>Museo Nazionale del Bargello<\/strong> riapre oggi al pubblico, dopo quasi un anno di lavori di restauro e riallestimento, restituendo ai visitatori i capolavori assoluti della scultura rinascimentale che custodisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i suoi <strong>18 metri di altezza<\/strong> e una superficie di <strong>445 metri quadrati<\/strong> il Salone \u00e8 l\u2019ambiente pi\u00f9 imponente del palazzo: <strong>cuore del percorso del Museo Nazionale del Bargello<\/strong> \u00e8 un vero e proprio simbolo dell\u2019arte rinascimentale. <strong>Sono 9 i capolavori di Donatello<\/strong> che <em>vivono<\/em> in questa sala: il <strong><em>David<\/em><\/strong> in marmo, il <strong><em>San Giorgio<\/em><\/strong>, il <strong><em>Marzocco<\/em><\/strong>, il celeberrimo <strong><em>David <\/em><\/strong>in bronzo, l\u2019<strong><em>Attis<\/em><\/strong>, il <strong><em>Putto danzante<\/em><\/strong>, la <strong><em>Crocifissione<\/em><\/strong>, la <strong><em>Testa di uomo barbuto<\/em><\/strong> e la <strong><em>Madonna di via Pietrapiana<\/em><\/strong>. A questi si aggiungono il <strong><em>San Giovanni Battista Martelli<\/em><\/strong> scolpito in collaborazione con Desiderio da Settignano e altre opere solo in parte di mano dell\u2019artista o eseguite su suo progetto, all\u2019interno della bottega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle sculture di Donatello sono esposte nel Salone opere di coloro che, insieme a lui, furono i <strong>padri fondatori del Rinascimento fiorentino<\/strong>: <strong>Filippo Brunelleschi<\/strong> e <strong>Lorenzo Ghiberti<\/strong>, di cui vediamo qui le formelle presentate al celebre concorso del 1401 per la Porta nord del Battistero fiorentino. E ancora <strong>Luca della Robbia<\/strong>, che stup\u00ec i suoi contemporanei con l\u2019invenzione di quella che Vasari defin\u00ec \u201c<em>un\u2019arte nuova, utile e bellissima<\/em>\u201d, cio\u00e8 la tecnica della terracotta invetriata. Nel Salone sono inoltre presenti artisti che di Donatello furono stretti collaboratori, come <strong>Michelozzo<\/strong>, oppure allievi di prim\u2019ordine, come <strong>Desiderio da Settignano<\/strong> e <strong>Bertoldo di Giovanni<\/strong>, che contribuirono a rendere immortale la scultura fiorentina del primo Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>2025: Il nuovo allestimento<br \/>\n<\/u><\/strong>Il progetto, coordinato dal Direttore generale Musei Massimo Osanna, \u00e8 stato curato da <strong>Ilaria Ciseri<\/strong>, funzionario responsabile del Museo. I restauri sono stati condotti sotto la supervisione di <strong>Benedetta Cantini<\/strong>.<br \/>\nI lavori sono stati particolarmente articolati, soprattutto per la complessa struttura di ponteggi necessaria a operare in uno spazio cos\u00ec ampio e architettonicamente impegnativo.<br \/>\nL\u2019intervento segue quelli gi\u00e0 realizzati in altri importanti ambienti del Museo Nazionale del Bargello, tra cui la <strong>Sala degli Avori<\/strong>, la <strong>Cappella della Maddalena<\/strong>, la <strong>Sagrestia<\/strong>, la <strong>Sala della Scultura Medievale<\/strong>, il <strong>Medagliere<\/strong>, la <strong>Sala Barocca<\/strong>, la <strong>Sala Islamica<\/strong> e la <strong>Sala delle Maioliche<\/strong>, e si inserisce nel pi\u00f9 ampio programma di <strong>restauri e riallestimenti<\/strong> avviato negli ultimi anni dalla precedente direttrice Paola D\u2019Agostino nelle cinque sedi che compongono l\u2019<strong>Istituto dei Musei del Bargello<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Il Salone di Donatello<\/em><\/strong> \u2013 dichiara il Direttore generale Musei <strong>Massimo Osanna<\/strong> \u2013 <em>\u00e8, a tutti gli effetti, <strong>il tempio della scultura italiana del Quattrocento<\/strong>: un luogo che raccoglie capolavori straordinari, testimonianza di uno dei momenti pi\u00f9 cruciali della storia dell\u2019arte italiana. La riapertura di questa sala monumentale, dopo significativi interventi di restauro e riallestimento, restituisce al pubblico un ambiente di eccezionale valore architettonico e un percorso espositivo rinnovato e accessibile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il progetto ha saputo coniugare <strong>conservazione e innovazione<\/strong>, migliorando la leggibilit\u00e0 delle opere e offrendo strumenti di <strong>fruizione inclusiva<\/strong>, pensati per tutti i pubblici. Determinanti sono stati anche l\u2019introduzione di una nuova cromia per le pareti e un attento intervento sull\u2019illuminazione, capaci di conferire nuova luce e profondit\u00e0 a questo spazio. \u00c8 un passo importante per il Bargello, proprio in quest\u2019anno speciale che segna la sua unione con<strong> la Galleria dell\u2019Accademia<\/strong> in un unico istituto museale: un\u2019occasione per costruire un percorso narrativo di grande suggestione, capace di raccontare, in modo ancora pi\u00f9 efficace, la straordinaria vicenda del <strong>Rinascimento italiano<\/strong> \u2013 e di <strong>Firenze<\/strong>, che ne fu una delle grandi capitali. Un particolare ringraziamento a <strong>Paola D\u2019Agostino<\/strong>, precedente Direttrice, con la quale questa grande avventura ha avuto inizio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Siamo molto soddisfatti del risultato di questi lunghi mesi<\/em> \u2013 spiega <strong>Ilaria Ciseri<\/strong>, funzionario responsabile del Museo Nazionale del Bargello -: <em>i lavori di restauro hanno dato nuova vita alle pareti del Salone, ambiente monumentale che \u00e8 il cuore storico del palazzo e \u2018dimora\u2019 di capolavori tra i pi\u00f9 noti al mondo. Progettare e mettere in atto il nuovo allestimento \u00e8 stata altres\u00ec un\u2019impresa non indifferente, un complesso lavoro di squadra che ha coinvolto in un crescente entusiasmo professionalit\u00e0 interne ed esterne al museo. L\u2019intento \u00e8 stato di migliorare l\u2019assetto espositivo con poche ma significative modifiche, ottimizzare &#8211; per la prima volta all\u2019interno del museo \u2013 i parametri statici di alcune sculture con dispositivi antisismici e aggiornare le tradizionali didascalie con sistemi multimediali di moderna generazione, per un\u2019accessibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 inclusiva<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>nuovo allestimento<\/strong> comprende <strong>65 opere<\/strong> e si distingue per una serie di scelte progettuali volte a migliorare la <strong>fruizione<\/strong>, la <strong>leggibilit\u00e0<\/strong> e la <strong>sicurezza<\/strong> delle sculture esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le principali novit\u00e0 spicca la disposizione dei <strong>due <em>David<\/em> di Donatello<\/strong>: il <strong><em>David<\/em> in bronzo<\/strong>, collocato al centro della sala a sottolinearne il ruolo di autentica icona del museo, e il <strong><em>David<\/em> in marmo<\/strong>, ora accostato al <strong><em>San Giorgio<\/em><\/strong>. La nuova collocazione dei due <em>David<\/em> consente un confronto diretto tra le opere, emblematico della rapida evoluzione stilistica dello scultore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4086\" aria-describedby=\"caption-attachment-4086\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-dominant-color=\"7a7670\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #7a7670;\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4086 not-transparent\" src=\"https:\/\/bargellomusei.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/23.-Salone-Donatello_Museo-Nazionale-del-Bargello_Firenze_2025-\u00a9NicolaNeri-400x400.webp\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4086\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9<em> Ph. Nicola Neri<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripensata anche la posizione dell\u2019<strong><em>Attis<\/em> di Donatello<\/strong> e del <strong><em>David<\/em> del Verrocchio<\/strong>, anch\u2019essi ricollocati nell\u2019ambito di un allestimento che punta a restituire maggiore <strong>coerenza narrativa<\/strong> e <strong>leggibilit\u00e0<\/strong> al percorso espositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ulteriore novit\u00e0 riguarda le <strong>basi espositive<\/strong> delle cinque sculture collocate al centro della sala. Le opere sono infatti installate su <strong>pedane dotate di dispositivi antisismici e antiribaltamento<\/strong>, integrati all\u2019interno di una struttura in acciaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema prevede un <strong>telaio di diffusione<\/strong> posizionato lungo gli spigoli perimetrali, equipaggiato con <strong>suole in materiale speciale<\/strong> progettate per <strong>assorbire e smorzare le vibrazioni<\/strong> generate da un eventuale evento sismico, contribuendo cos\u00ec alla massima tutela delle sculture esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong>apparati didattici<\/strong> del Salone sono stati completamente rinnovati e aggiornati. Ogni didascalia \u00e8 ora dotata di un <strong>QR Code<\/strong>, tramite il quale i visitatori possono accedere, dal proprio smartphone, a <strong>schede descrittive<\/strong> sintetiche, disponibili sia in <strong>italiano che in inglese<\/strong>, in <strong>formato testuale o audio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La versione audio consente una <strong>fruizione agevolata anche per i visitatori ipovedenti<\/strong>, mentre, a partire da maggio, il museo metter\u00e0 a disposizione, gratuitamente, <strong>opuscoli in braille<\/strong> dedicati ai principali capolavori di Donatello, garantendo cos\u00ec un\u2019esperienza il pi\u00f9 possibile inclusiva e accessibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell\u2019ottica di una valorizzazione di pi\u00f9 ampio respiro<\/strong>, volta a garantire <strong>maggiore coerenza narrativa<\/strong>, una <strong>migliore distribuzione spaziale<\/strong> delle opere e un <strong>rafforzamento del legame con i contesti di origine<\/strong>, alcune sculture sono state ricollocate nelle sedi di provenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso dello <strong><em>Stemma Martelli<\/em> di <\/strong><strong>Desiderio da Settignano<\/strong>, che sar\u00e0 presto fruibile al <strong>Museo di Casa Martelli<\/strong>, e delle <strong>due <em>Sibille<\/em> di Michelozzo<\/strong>, gi\u00e0 da alcune settimane visibili al <strong>Museo di Orsanmichele<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><em>Annunciazione<\/em><\/strong><em>,<\/em> recentemente attribuita a <strong>Walter Monich<\/strong>, \u00e8 stata invece concessa in <strong>deposito al Museo Nazionale d\u2019Abruzzo<\/strong> a <strong>L\u2019Aquila<\/strong>, consentendone la ricomposizione con il patrimonio storico-artistico del proprio territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno invece trovato una <strong>nuova collocazione all\u2019interno del Bargello<\/strong> il <strong><em>San Giovanni Battista<\/em> in marmo<\/strong> di <strong>Francesco da Sangallo<\/strong>, spostato nella <strong>Sala Michelangelo<\/strong>, e l\u2019<strong><em>Eros<\/em> in bronzo<\/strong>, gi\u00e0 attribuito alla bottega di <strong>Jacopo Alari Bonacolsi<\/strong>, detto l\u2019Antico, ora trasferito nella <strong>Sala dei Bronzetti<\/strong> con una nuova attribuzione a <strong>Guglielmo della Porta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Cenni storici<br \/>\n<\/u><\/strong>Il <strong>Salone di Donatello<\/strong> appartiene al <strong>nucleo pi\u00f9 antico<\/strong> del <strong>palazzo del Bargello<\/strong>, costruito a partire dal <strong>1255<\/strong>. Era in origine la <strong>grande Sala dell\u2019Udienza<\/strong> in cui si riunivano il <strong>Consiglio presieduto dal Podest\u00e0<\/strong>, le <strong>autorit\u00e0 cittadine<\/strong> e i <strong>rappresentanti del popolo<\/strong>. Qui fu pronunciata nel <strong>1302<\/strong> la <strong>condanna a morte in contumacia di Dante Alighieri<\/strong> e decretato il suo <strong>esilio perpetuo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quasi tre secoli in cui il palazzo fu <strong>trasformato in prigione<\/strong> \u2013 dal <strong>1574 al 1857<\/strong> \u2013 da questo vasto ambiente erano state ricavate <strong>32 celle disposte su quattro piani<\/strong> e una <strong>piccola cappella<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>1840<\/strong>, la <strong>scoperta degli affreschi giotteschi<\/strong> con il ritratto di Dante nella vicina <strong>Cappella della Maddalena<\/strong> attir\u00f2 l\u2019attenzione sulla <strong>fatiscenza del palazzo<\/strong> e sulla necessit\u00e0 di un <strong>radicale recupero architettonico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>restauri<\/strong>, seguiti dall\u2019architetto <strong>Francesco Mazzei<\/strong>, iniziarono nel <strong>1858<\/strong> e terminarono nel <strong>1865<\/strong>, in vista dell\u2019inaugurazione del palazzo come <strong>sede del primo Museo Nazionale italiano<\/strong>, nello stesso anno in cui <strong>Firenze divenne capitale del Regno d\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i vari interventi che ripristinarono la struttura antica del palazzo, quello del <strong>Salone di Donatello fu il pi\u00f9 spettacolare<\/strong>: fu <strong>recuperato il volume imponente della sala<\/strong>, che venne <strong>decorata con pitture parietali ispirate ai frammenti di affreschi medievali<\/strong> superstiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Gli allestimenti dall\u2019Ottocento ad oggi<br \/>\n<\/u><\/strong>Nell\u2019<strong>allestimento pi\u00f9 antico<\/strong>, il Salone \u2013 all\u2019epoca denominato <strong>\u201cGran Sala\u201d<\/strong> \u2013 ospitava celebri gruppi scultorei del Cinquecento, con opere di <strong>Michelangelo<\/strong>, <strong>Vincenzo de\u2019 Rossi<\/strong>, <strong>Giambologna<\/strong>, <strong>Vincenzo Danti<\/strong>, e il quattrocentesco <strong><em>David<\/em> in marmo di Donatello<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>1886<\/strong>, per celebrare il <strong>V centenario della nascita di Donatello<\/strong>, fu progettata una <strong>memorabile mostra<\/strong>, che ebbe luogo l\u2019anno successivo, nel <strong>1887<\/strong>: da quel momento il Salone avrebbe portato <strong>per sempre il nome dell\u2019artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong>esposizione donatelliana<\/strong> vide riunite tutte le opere di Donatello gi\u00e0 presenti nel museo, altre giunte da fuori Firenze e numerosi <strong>calchi in gesso di originali non prestabili<\/strong>, primo fra tutti il <strong>calco a grandezza naturale del <em>Monumento equestre<\/em> <em>al Gattamelata<\/em><\/strong>, che rimase al centro del Salone fino al <strong>1928<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso dei decenni, <strong>smantellato gradualmente il nucleo \u2018didattico\u2019 di copie<\/strong>, l\u2019allestimento del Salone si \u00e8 arricchito con opere di <strong>scultori coevi a Donatello<\/strong>, come <strong>Luca della Robbia<\/strong> e <strong>Lorenzo Ghiberti<\/strong>, o di <strong>suoi allievi<\/strong>, come <strong>Desiderio da Settignano<\/strong> e <strong>Bertoldo<\/strong>, anche grazie a <strong>nuove acquisizioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di altre sale del museo, il <strong>Salone di Donatello non ha mai subito trasformazioni radicali<\/strong> che ne abbiano modificato l\u2019assetto espositivo, se non attraverso <strong>frequenti e minime variazioni<\/strong> nel tempo. Negli <strong>ultimi decenni del Novecento<\/strong>, le opere erano distribuite sull\u2019intera pianta della sala, fino a occupare lo spazio antistante l\u2019<strong>ingresso dal Verone<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019<strong>inizio degli anni Duemila<\/strong>, anche in considerazione della <strong>crescita progressiva dei visitatori<\/strong>, si rese necessario un <strong>nuovo assetto<\/strong>, orientato a garantire una migliore <strong>fruibilit\u00e0<\/strong> e <strong>percorribilit\u00e0<\/strong> da parte del pubblico. Lo spazio fu cos\u00ec organizzato in <strong>due navate ideali<\/strong>, con le opere disposte secondo una logica che favorisse il <strong>confronto tra artisti diversi<\/strong> o tra <strong>opere dello stesso scultore<\/strong>, facilitando la lettura del percorso. La grande <strong>mostra <em>Donatello: Il Rinascimento<\/em> del 2022<\/strong>, organizzata dai Musei del Bargello e dalla Fondazione di Palazzo Strozzi, in collaborazione con gli Staatliche Museen di Berlino e con il V&amp;A di Londra, ha comportato una trasformazione del Salone di Donatello, che, seppure temporanea, ha offerto spunti di riflessione risultati significativi nell\u2019elaborazione dell\u2019intervento attuale, volto a rinnovarne l\u2019organizzazione e ad aggiornarne i criteri espositivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Il restauro del Salone<br \/>\n<\/u><\/strong>Il restauro ha interessato <strong>quasi 2.000 metri quadrati di superfici<\/strong>, comprendendo pareti, volte, decorazioni architettoniche ed elementi lapidei. L\u2019intervento, articolato e basato su un\u2019intensa attivit\u00e0 di studio e ricerca, ha avuto come obiettivi la <strong>conservazione delle superfici storiche<\/strong>, il <strong>consolidamento strutturale<\/strong> e la <strong>valorizzazione <\/strong>dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Superfici intonacate e dipinte. <\/strong>Le pareti e le volte sono state oggetto di una prima pulitura a secco, seguita da un trattamento con soluzioni a base di acqua deionizzata e reagenti specifici per la rimozione delle impurit\u00e0. Le zone di intonaco decoeso sono state individuate e mappate, quindi consolidate mediante stuccature e iniezioni di malte idrauliche. Dai saggi stratigrafici non sono emerse tracce di tinteggiature precedenti: \u00e8 stato quindi scelto un nuovo colore, compatibile con la cromia originale, applicato con velature a base di calce sulle pareti e sulle volte, che ha conferito una nuova luce all\u2019ambiente e contribuito a valorizzarne l\u2019ampiezza e l\u2019armonia architettonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Decorazioni e superfici lapidee. <\/strong>Le decorazioni sui costoloni e sulla balza sono state integrate pittoricamente con un intervento mimetico per restituire unit\u00e0 visiva, dopo la rimozione di vecchie ridipinture. Sono stati inoltre puliti tutti gli elementi in pietra, inclusi i pilastri in pietra forte, le finestre e gli scalini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4088\" aria-describedby=\"caption-attachment-4088\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-dominant-color=\"87827b\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #87827b;\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4088 not-transparent\" src=\"https:\/\/bargellomusei.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/18.-Salone-Donatello_Museo-Nazionale-del-Bargello_Firenze_2025-\u00a9NicolaNeri-400x400.webp\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4088\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9<em> Ph. Nicola Neri<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Consolidamento strutturale. <\/strong>Un intervento strutturale ha riguardato la grande bifora sulla parete sud, lesionata nella parte alta: il consolidamento dell\u2019arco \u00e8 stato realizzato grazie alla collaborazione tra lo studio d\u2019ingegneria Sertec e la direzione tecnica dell\u2019impresa di restauro PT Color.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Restauri alle opere. <\/strong>Durante i lavori sono stati effettuati restauri anche su alcune opere esposte nel Salone: Il tondo in terracotta invetriata di Luca della Robbia, <em>Madonna delle Cappuccine<\/em>, \u00e8 stato pulito e liberato da vecchi interventi non pi\u00f9 ritenuti idonei. Sono state integrate le lacune e riordinate le cromie. Il <em>San Giovanni Battista<\/em> in bronzo attribuito a Michelozzo di Bartolomeo ha rivelato, durante la pulitura, consistenti tracce di doratura. L\u2019intervento \u00e8 stato adattato a questa interessante scoperta: le zone dorate sono state pulite con laser, quelle non dorate con mezzi meccanici, e le superfici protette con un prodotto specifico per garantire la tenuta della foglia d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Ditte e professionalit\u00e0 coinvolte<\/u><\/strong><u>:<\/u><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Direzione dei lavori: <strong>Lorenzo Leoncini,<\/strong> <strong>Studio Sertec s.a.s. di L. Paolini e C. Messina<\/strong><br \/>\n&#8211; Coordinamento della sicurezza: <strong>Andrea Abate<\/strong>, <strong>Studio Sertec s.a.s. di L. Paolini e C. Messina<br \/>\n<\/strong>&#8211; Progettazione delle basi antisismiche: <strong>Leonardo Paolini,<\/strong> <strong>Studio Sertec s.a.s. di L. Paolini e C. Messina<br \/>\n<\/strong>&#8211; Assistenza alla progettazione del riallestimento, rendering e progettazione di basi e pannelli destinati all\u2019esposizione: <strong>Filippo Fornai<br \/>\n<\/strong>&#8211; Grafica per apparati didattici, didascalie e pannello di sala, parte multimediale destinata alla fruizione degli apparati didascalici mediante QR Code, impianti e\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0allestimento distanziatori e supporti didascalie, grafica per ipovedenti: <strong>Patrizia Di Cataldo Graphic designer<br \/>\n<\/strong>&#8211; Traduzione testi per apparati didattici: <strong>Simon Turner<br \/>\n<\/strong>&#8211; Movimentazione e messa in sicurezza di tutte le opere presenti nel Salone: <strong>Arter\u00eca s.r.l.<br \/>\n<\/strong>&#8211; Restauro conservativo superfici intonacate e dipinte: <strong>PT Color s.r.l. <\/strong>di<strong> Fabio Falciani <\/strong>(direttore tecnico dell\u2019Impresa <strong>Laura Lucioli<\/strong>; restauratori <strong>Giulia\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Zampiva,<\/strong> <strong>Fabio Francesco Rodogno <\/strong>e<strong> Federico Falciani<\/strong><em>; <\/em>tecnici del restauro <strong>Diletta Bruno, Emma Riccucci e Alice Rigacci<\/strong>; R.L.S. per l\u2019Impresa\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 restauratore <strong>Serse Schievenin<\/strong><em>; <\/em>Impresa Subappaltatrice per le Opere dei Ponteggi <strong>Edilcomit s.r.l<\/strong><em>.<\/em>)<br \/>\n&#8211; Restauro e pulitura elementi lapidei: <strong>Antonio Lauria Restauro Conservativo<br \/>\n<\/strong>&#8211; Trattamento conservativo al pavimento: <strong>Sanapro s.r.l.<br \/>\n<\/strong>&#8211; Restauro del <em>Tondo delle Cappuccine<\/em> di Luca della Robbia e manutenzione opere durante il riallestimento: <strong>Chiara Piani<br \/>\n<\/strong>&#8211; Restauro del<em> San Giovanni Battista<\/em> in bronzo attribuito a Michelozzo: <strong>Sveta Gennai, Ludovica Nicolai<br \/>\n<\/strong>&#8211; Assistenza alla predisposizione e al montaggio del dispositivo antisismico del <em>David<\/em> in bronzo di Donatello<strong>: Ludovica Nicolai<br \/>\n<\/strong>&#8211; Assistenza allo smontaggio della <em>Lunetta<\/em> di Luca della Robbia:<strong> Studio Techne<br \/>\n<\/strong>&#8211; Manutenzione basamenti lignei antichi e <em>Cassone con la Novella di ser Torello<\/em>: <strong>Francesca Brogi<br \/>\n<\/strong>&#8211; Produzione basi antisismiche: <strong>Ermini Adone s.r.l.<br \/>\n<\/strong>&#8211; Produzione basi e pannelli lignei: <strong>Opera Laboratori Fiorentini Spa<br \/>\n<\/strong>&#8211; Assistenza illuminotecnica: <strong>Erco Illuminazione s.r.l. con Berchielli Gino s.r.l.<br \/>\n<\/strong>&#8211; Indagini diagnostiche alle pareti e alle volte del Salone: <strong>Massimo Coli, Emanuele Marchetti, Veronica Pazzi, Universit\u00e0 di Firenze, Dipartimento\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Scienze della Terra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad affiancare il Direttore dei lavori (<strong>Lorenzo Leoncini<\/strong>) e il coordinatore della sicurezza (<strong>Andrea Abate<\/strong>) sono stati presenti in cantiere, come personale interno ai Musei del Bargello, il RUP (<strong>Ilaria Ciseri<\/strong>), il supporto al RUP (<strong>Costantino Ceccanti<\/strong>), il funzionario architetto <strong>Giorgia Zurla<\/strong>, i funzionari restauratori <strong>Benedetta Cantini<\/strong> e <strong>Chiara Valcepina<\/strong>, e per l\u2019Ufficio Tecnico dei Musei del Bargello <strong>Andrea Nieddu<\/strong> e <strong>Sabrina Rossi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ulteriori informazioni:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.museidelbargello.it\/\">museidelbargello.it<\/a><br \/>\nIG e FB: bargellomuseums<br \/>\n<strong>Ufficio stampa Musei del Bargello<br \/>\n<\/strong>Ludovica Zarrilli<br \/>\n<a href=\"mailto:ludovica@tabloidcoop.it\">ludovica@tabloidcoop.it<\/a><br \/>\n+ 39 393.9577255<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Direttore generale Musei Massimo Osanna: \u201cTorna fruibile al pubblico in veste rinnovata\u00a0e accessibile il tempio della scultura italiana del Quattrocento\u201d\u00a0 Il Salone di Donatello del Museo Naz [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4081,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[65,78],"tags":[],"class_list":["post-4153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-en","category-press"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4153"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4154,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4153\/revisions\/4154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bargellomusei.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}